Itinerari RELIGIOSI

Per chi è interessato a trascorrere un periodo di tempo personale, nel silenzio o nella visita ad alcuni luoghi in cui hanno vissuto santi di ogni epoca, offriamo alcuni spunti.

Asti - Itinerari Religiosi

Asti è sede episcopale, i suoi 1500 anni e più di storia cristiana sono testimoniati dal complesso dell’imponente Cattedrale Gotica (XIII-XIV sec.) dedicata all’Assunta e dal Museo Diocesano (nello Spazio San Giovanni).

Altri siti di interesse religioso sono:

-  La Collegiata di San Secondo (XIII-XV sec.) dedicata al Santo patrono della città.

-  Il complesso di San Pietro in Consavia un tempo sede dell’Ordine Ospitaliero di San Giovanni di Gerusalemme.

-  La cripta (XI sec.) ed i resti del monastero benedettino di Sant’Anastasio.

-  Il Santuario di Maria Ausiliatrice di Viatosto.

-  Una immagine quattrocentesca, affrescata su una delle porte delle mura medioevali della città, con attorno un piccolo gioiello trecentesco.

-  Il Santuario della Beata Vergine del Portone, edificato e completato nel corso del XX secolo.

 

SANTUARI in PROVINCIA id ASTI

- Santissima Annunziata di Belangero (Asti).

- Santuario Beata Vergine del Portone (Asti).

- Santuario Beata Vergine della Mercede (Antignano).

- Santuario Beata Vergine delle Grazie (Costigliole d’Asti).

- Santuario Madonna Assunta di Fontanabuona (Mombercelli).

- Santuario Madonna dei Caffi (Cassinasco).

- Santuario Madonna dei Monti (Grazzano Badoglio).

- Santuario Madonna del Carmine (Incisa Scapaccino).

- Santuario Madonna della Neve (Castell’Alfero).

- Santuario Madonna dell’Olmetto (Cossombrato).

- Santuario Madonna di Loreto (Nizza Monferrato).

- Santuario Madonna di Rodotiglia (Calosso).

- Santuario Madonna di Serra (San Paolo Solbrito).

- Santuario Madonnina Vulgo Scapenzo (Tigliole)

- Santuario Madonna delle Grazie (Villanova d’Asti).

- Santuario Maria Ausiliatrice (Asti).

- Santuario Nostra Signora delle Grazie (Nizza Monferrato).

- Santuario Nostra Signora di Fatima (Castagnole Monferrato).

- Santuario San Giuseppe (Asti).

- Santuario San Giuseppe (San Damiano d’Asti).

- Santuario San Rocco (San Damiano d’Asti).

- Santuario San Rocco (Scurzolengo).

- Santuario Santa Maria di Vezzolano (Albugnano).

- Santuario Tempio di S. Giovanni Bosco (Castelnuovo Don Bosco).

Altri SANTUARI e CONFRATERNITE

Roatto

la Chiesa Parrocchiale dei Santi Michele e Radegonda risale al XIX secolo e venne costruita sul sedime della precedente, di antica fondazione.

È noto infatti che l’antica chiesa, eretta con probabilità dai Montafia, già esisteva nel 1570-1571, come risulta dalla visita apostolica di monsignor Della Rovere, vescovo di Asti.

A quel tempo il curato risiedeva abitualmente a Maretto, nel 1661, Roatto si costituì in parrocchia con il titolo priorale.

L’avvenimento favorì, l’anno dopo, la costruzione della nuova chiesa, eseguita sotto la direzione del capomastro Carlo Luigi Vanello, luganese, di cui oggi, con l’ammodemamento del 1888, rimane soltanto il campanile barocco (1674). Ancora in situ, addossata alla parete di fondo della navata destra, è l’ancona lignea del Santissimo Rosariocontornata dai quindici Misteridipinti su tavola; da un’iscrizione sulla cimasa apprendiamo che venne eseguita nel 1682.

Al centro dell’ancona scolpita, entro una nicchia, si conserva ancora la statua di Santa Radegonda, databile al XVIII secolo.

Nei primi anni del Novecento si commissionarono gli ultimi arredi (fra cui l’organo della ditta Gandini di Varese, il fonte battesimale, l’altare in marmo del Rosario) e tra il 1944 ed il 1945 furono decorate volte e pareti da Nino Parlato di Racconigi e da Piero Dalle Ceste di Torino.

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MARETTO

- Chiesa di Santa Croce (chiesa parrocchiale del paese prima della costruzione di quella attuale).

La Confraternita della Santa Croce di Maretto (una confraternita di “battuti”) e risale alla seconda metà del XVII secolo.

(Sorte alla fine del Quattrocento, le confraternite sono associazioni spontanee di persone per lo più laiche che si uniscono, sotto la guida di regole precise, per condurre in comune la loro vita religiosa; hanno operato ed operano in numerose attività sociali, politiche e culturali delle comunità, svolgendo ruoli di estrema importanza).

La prima pietra per l’edificio fu posta il 22 novembre 1686 e la chiesa fu consacrata il 14 dicembre 1689, ottenendo da Roma una reliquia della Santa Croce, custodita in un apposito armadio dietro l’altare maggiore ed esposta ai fedeli nella festa dell’Invenzione della Santa Croce. Oggi questa festa liturgica ha preso il nome di “Esaltazione della Santa Croce” e si celebra il 14 settembre. Papa Benedetto XIV nel 1744 concesse l’indulgenza plenaria ai membri della Confraternita nel giorno della festa. La reliquia di Maretto ottenne l’approvazione del vescovo di Asti (Michele Amatore Lobetti) nel 1839. Si tratta di un frammento di legno custodito in un piccolo reliquiario di argento e viene esposto in occasione della festa liturgica.

Appartengono alla Confraternita quattro tele seicentesche ed una coppia di busti reliquiari, dedicati a San Giocondo ed a Santa Placida. (una raffigura l’Immacolata ed è la pala dell’altare a lei dedicato, le altre tre raffigurano scene della Passione, due di queste, datate 1688: l’Agonia nel Getsemani e la Flagellazione; una la Deposizione dalla croce).

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- Chiesa Parrocchiale, dedicata ai ss. Maria e Michele; fu costruita nella prima metà del secolo XVIII.

La chiesa ha una facciata settecentesca in mattoni a vista, distribuita su due ordini e scandita da lesene.

L’interno, ad una navata, con cappelle laterali, è interamente decorato; l’intervento risale alla fine del secolo IX.

Pregevoli anche l’altare maggiore in scagliola dipinta del 1741 e la statua seicentesca di S.Michele.

In questa chiesa soggiornò san Giovanni Bosco con i suoi ragazzi il 3 e 4 ottobre 1859.

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- Chiesetta della Madonna dei Sette Dolori. La chiesetta campestre è situata in località Barbone. Risale agli anni trenta del XVIII secolo. Fu fatta edificare dai fratelli Bernardino e Francesco Caprero per disposizione testamentaria del padre, Giacomo Caprero. L’altare fu benedetto nel 1743. La denominazione più antica è “Beata Vergine Maria dei Sette Dolori”. A fine ottocento viene definita “Madonna Addolorata” o “Madonna dei Sette Dolori”. Negli anni trenta del XX secolo è definita “Mater Dolorosa”.

COLLE don BOSCO

Nella borgata Becchi, in frazione Morialdo di Castelnuovo Don Bosco, il 16 agosto 1815 nacque Don Bosco.

Fondatore degli oratori e, nel 1854, della Società Salesiana, Don Bosco ebbe la sua prima apparizione all’età di nove anni dove, in un sogno, presagì la sua futura missione: aiutare ed educare i ragazzi difficili.

Il santuario fu voluto dai Salesiani al termine della Seconda Guerra Mondiale, e la prima pietra venne posta nel 1961.

Il complesso comprende La Basilica di Don Bosco, in cui si può apprezzare la grande statua del Crocifisso Risorto in legno di tiglio alto 8 m. e la Chiesa Inferiore; La Casetta, dove Don Bosco visse l’infanzia e la fanciullezza; adiacente il pilone del sogno e il monumento a “Giovannino giocoloriere”; La Casa di Giuseppe, fratello di Don Bosco, con annessa la Cappella del Rosario, sede del Museo della civiltà contadina piemontese; Il Santuarietto: in onore di Maria Ausiliatrice: eretto nel primo centenario della nascita di Don Bosco (iniziato nel 1915 e inaugurato nel 1918); Il Museo Etnologico Missionario: elegante e ricca esposizione di oggetti che testimoniano la presenza dei Salesiani nel mondo.

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 SACRA di SAN MICHELE

Realizzata tra il 983 e il 987, si narra che l’opera sia stata costruita dal Vescovo Giovanni, detto Vincenzo, con l’aiuto degli angeli: da qui prende il nome di “Sacra” di San Michele.

Composta da vari edifici su più livelli, si erge caratteristica sulla rupe  che sovrasta i laghi di Avigliana e il suo insieme rappresenta il progressivo trasformarsi dell’arte romanica in gotica dal secolo XII al XIII.

Dal piano di ingresso si raggiunge la chiesa attraverso un vasto e ripido scalone, chiamato Scalone dei Morti. Alla sua sinistra, un pilastro di 18 metri sostiene il pavimento della chiesa sovrastante; nel muro a destra si possono ancora notare archi, nicchie e tombe, ornate di marmi o intonacate e dipinte, dov’erano custoditi i resti dei monaci. In cima allo scalone si trova la Porta dello Zodiaco, opera del Maestro Nicolao, formato da frammenti marmorei. Sullo stipite di destra sono raffigurati i segni dello zodiaco, e a sinistra le altre costellazioni. L’ultima rampa dello scalone d’ingresso è una scala, in pietra verde, sostenuta da quattro contrafforti e archi, progettati dall’architetto D’Adrade e terminati nel 1937. La facciata d’ingresso è alta 41 metri e contiene una combinazione di colori e geometrie: dalle linee rette del basamento grigio-ferrigno, alle curve della chiesa verdognola, con un abside centrale e una galleria ad archetti. La chiesa, al suo interno, è composta da tre navate, e ospita, sulla parete sinistra, il grande affresco dell’Assunzione. Dipinto nel 1505 da Secondo del Bosco di Poirino, descrive tre scene: la Sepoltura di Gesù, la dormitio di Maria e la Madonna Assunta.

Fanno parte del complesso architettonico la cella eremitica, la Torre della bell’Alda, l’antica officina, il museo del quotidiano, e la biblioteca composta da 80.000 volumi.

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VILLANOVA d'ASTI

Santuario della Madonna delle Grazie: l’edificio è in stile neoclassico, a pianta centrale con due corpi laterali sui fianchi. La fondazione del santuario è legata al racconto dell’apparizione della Madonna alla diciottenne Maria Bay, di Villanova, che si trovava nei pressi di una fonte, da allora ritenuta miracolosa.

Il santuario fu edificato nel luogo dove era apparsa la Madonna nel 1802; già nel 1822, sul luogo della apparizione, era stato costruito un pilone votivo accanto ad una fonte, presso la quale molti fedeli ricevettero grazie e guarigioni.

E' sede annuale di una spettacolare “Infiorata” (ultima domenica di luglio).

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ALBUGNANO (Vezzolano)

Abbazia di Santa Maria di Vezzolano è un edificio religioso in stile gotico e romanico, tra i più importanti monumenti medievali del Piemonte, situato nel comune di Albugnano (AT).

Secondo una ricostruzione storica si può pensare che fosse già esistente in epoca longobarda e che sia stata successivamente ingrandita godendo sempre di più di fama e ricchezza. Nel X secolo l’abbazia venne distrutta dai Saraceni, ricostruita e nel 1002 donata da Arduino re d’Italia ad Oddone di Brozolo che la diede in eredità ai suoi discendenti i quali la cedettero nel 1095 al prevosto di Vezzolano. L’abbazia venne abitata da religiosi fino agli inizi dell’Ottocento, durante la dominazione napoleonica. È una importante tappa sulla Via Francigena italiana e lungo l’Itinerario Culturale Europeo della Transromanica.

Sito

CASSINASCO

Santuario della Beata Vergine della Grazie dei Caffi.

Il vescovo dell’Orno, nella sua lettera del 14 maggio 1952 scritta in occasione del 50° anniversario di consacrazione del Santuario, così rievoca il miracolo che portò alla costruzione della chiesa.

«Una giovane di circa 13 anni, muta fin dalla nascita, pascolava il suo piccolo gregge su quella collina; improvvisa­mente il suo sguardo è colpito da una luce e vede, nel mezzo di questa luce, una nobile matrona che le si rivela per la Vergine Maria e manifesta il suo volere che in quel luogo le venga edificata una cappella. Il popolo, meravigliato più per il fatto che la fanciulla muta da quel giorno ha preso a parlare speditamente, incomincia un devoto pellegrinaggio al luogo dell’apparizione... A ricordo del fatto si costruì un pilone con sopra una piccola statua della Madonna: poi una pia signora, in riconoscenza per una gra­zia ricevuta, fece edificare una modesta cappella ...».

La fanciulla, i cui occhi videro il volto della Madre di Dio, apparteneva alla famiglia dei Borelli ed abitava una rustica casa situata sul versante di Bubbio. Il luogo dell’apparizione è situato a breve distanza da un gruppo di case denominate Caffi, nome che trae origine dall’arabo kafir, cioè miscredente, a ricordo delle scorrerie saracene nella zona.

Sito e Storia dell’apparizione.

COSTIGLIOLE d'ASTI

il settecentesco santuario della Madonnina.

 

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